Voto elettronico in Italia, tutte le fake news che distorcono il dibattito politico

Il dibattito sul voto elettronico in Italia, ora sostenuto anche dal M5S (con blockchain), è inquinato dalle fake news e distorto anche dallo spettro della speculazione finanziaria sulle criptovalute. Proviamo a separare i fatti dal rumore e fare chiarezza su quello che non può essere considerato un problema “tecnologico”

di Emmanuele Somma (Comitato dei Requisiti del Voto in Democrazia)
Pubblicato in Agenda Digitale il 21/01/2019

Quello del voto elettronico non è solo un problema tecnologico che si può pensare di risolvere a colpi di algoritmi. Ma ne va della democrazia stessa. Bisogna tenere in mente questi assunti, che si affermano a livello europeo, in questi giorni in cui il M5S spinge per provare il voto elettronico già alle prossime presidenziali.

Quando si parla di voto elettronico e blockchain, soprattutto, occorre saper separare la realtà dal rumore e sarebbe importante avere una forte competenza di procedure elettorali o di diritto costituzionale.

Eppure, i vertici e alcuni esponenti del M5s ignorano questo dato di fatto e sembrano determinati a portare a casa il risultato anche a costo di inquinare il dibattito propagando fake news. Smontiamo, dati alla mano, quelle più frequenti.

Voto elettronico: Lega e M5s su fronti divergenti

Partiamo da un’evidenza: l’entusiasmo del M5S sul tema del voto elettronico non è corrisposto dall’impegno dell’alleato di governo. Del resto, si tratta di un argomento che non trova spazio nel contratto di Governo. Eppure viene spesso evocato dai vertici del M5S. È recentissima una dichiarazione in tal senso del Vicepremier Luigi Di Maio.

Una recente interrogazione presentata dall’On. Mancina del M5S che chiede al Ministro dell’Interno di «adottare iniziative, anche normative, finalizzate all’introduzione, graduale e progressiva del sistema di voto elettronico, considerando in primis, a tale scopo, la tecnologia cosiddetta blockchain» ha ricevuto una risposta ai limiti della censura: dopo aver ricordato le tante sperimentazioni fatte fin dal 2001, e l’esperienza dello scrutinio elettronico del voto nel 2006 (il cui fallimento segnò una battuta d’arresto globale dell’introduzione dei computer nei seggi elettorali), il Ministro aggiunge: «L’esperienza maturata nel nostro Paese e i risultati non sempre positivi registrati in altri contesti europei, ci confermano nell’idea che una riforma di siffatta portata richieda una particolare riflessione, non solo sulle ricadute di ordine finanziario bensì, principalmente, sulla sicurezza dei sistemi hardware e software e delle reti di connettività, ciò per garantire al massimo livello il principio della segretezza del voto. A tal riguardo, potrebbe risultare utile ed opportuno, al fine di un eventuale intervento legislativo, approfondire tutti i vari aspetti del procedimento elettorale».

Dopodiché il ministro propone la costituzione di un ennesimo gruppo tecnico sull’argomento che finisca per «delineare un modello che contemperi le esigenze di modernizzazione e snellimento delle procedure elettorali con le garanzie costituzionali.» Se non è una porta sbattuta in faccia al M5S, manca poco.

Voto elettronico e informatizzazione della PA

Ad ascoltare le dichiarazioni, sembra che il M5S consideri l’assenza di un processo elettorale non informatizzato quasi come un vistoso foruncolo in un panorama idilliaco della Pubblica Amministrazione, come se questa fosse tutta già completamente informatizzata.

In realtà l’informatizzazione dei servizi pubblici affonda in un insieme di misure contraddittorie, inefficaci, spesso mal progettate e peggio realizzate, non raramente modellate per mantenere inalterate le aggregazioni di potere dei vari czar dei ministeri o delle società pubbliche. Invece di procedere a disboscare questa selva di mostruosità digitali e non solo, come aveva provato a fare il Commissario straordinario Diego Piacentini, e come si appresta a fare il suo neonominato successore Luca Attias si vuol metter mano ad altro, ballando su un terreno sdrucciolevole e controverso come quello del voto elettronico. Ci sarebbe ampio spazio di miglioramento nella PA, senza andare a scomodare il voto elettronico.

Non si tratta quindi di essere contrari all’uso delle nuove tecnologie per migliorare l’esperienza del cittadino nel campo delle procedure democratiche. Ben vengano, anzi. Ma bisogna farlo, come dice il Ministro dell’Interno, non rinunciando ad «una particolare riflessione, non solo sulle ricadute di ordine finanziario bensì, principalmente, sulla sicurezza dei sistemi».

Soprattutto innalzando, e non riducendo, le garanzie democratiche dei cittadini.

Voto elettronico: dibattito inquinato dalle fake news

Gli esponenti del M5S sono invece determinati a raggiungere i risultati della propria agenda a discapito di un corretto confronto, non raramente inquinando il dibattito con la propagazione di fake news. In una recente intervista di Lettera43 a Davide Casaleggio[1] il presidente sia della Casaleggio Associati che dell’Associazione Rousseau, che propone un proprio sistema di voto basato su blockchain, fa riferimento alla notizia che il Sierra Leone avrebbe usato questo sistema per le proprie elezioni. È la stessa notizia che il blog di Beppe Grillo aveva riportato a marzo[2] e da lì velocemente propagato sui media allineati al movimento[3] e altri organi di stampa meno attenti alla verifica delle fonti.[4]> Fin dalla metà di marzo, cioè solo qualche giorno dopo la sua prima apparizione, la notizia era stata nettamente smentita dalla Commissione elettorale nazionale del Sierra Leone e ridimensionata per quello che è veramente stato: una società privata aveva fatto, in autonomia e senza nessun collegamento con il sistema elettorale, una sorta di simulazione della votazione senza alcun valore. Quindi mai nessuna blockchain era stata usata nelle elezioni in Sierra Leone: perché continuare a propagandare, mesi dopo la smentita, questa notizia come vera per forzare un dibattito inquinato?[5] Perché, richiesta rettifica più volte, i gestori del blog di Beppe Grillo mantengono quella notizia falsa online?

Casaleggio e altri del suo partito, come l’onorevole Brescia in un’altra recente intervista a Motherboard, fanno riferimento ad altri casi di uso della blockchain nelle elezioni: nella città svizzera di Zugo, di quella giapponese di Tsukuba e del West Virginia.

Il caso di Zugo

Anche in questo caso i riferimenti sono inquinati, pur non essendo completamente fasulli come quelli del Sierra Leone. Il comune di Zugo in Svizzera (30.000 abitanti[6]), secondo CoinTelegraph «è diventato famoso meno per le sue vedute sulle montagne e la pittoresca architettura svizzera, più per la sua associazione con basse aliquote fiscali e criptovaluta. Il recente afflusso di gruppi di cripto che hanno stabilito basi nel cantone centrale ha portato alla sua soprannominazione di “CryptoValley”. Desiderosa di affermarsi come una capitale della blockchain, il comune consente il pagamento in Bitcoin per i servizi e ha recentemente completato un processo di successo del voto blockchain. Il voto su piccola scala ha coinvolto solo 72 dei 240 cittadini con accesso al sistema di voto online, che hanno partecipato al voto del processo non vincolante tra il 25 giugno e il primo luglio.»[7]/p>

Possibile che Davide Casaleggio pensi veramente che una votazione con 72 votanti sia un precedente significativo per introdurre le elezioni con voto elettronico basate su blockchain nelle elezioni politiche degli oltre 50 milioni di italiani? Possibile che non si sappia o non si voglia comprendere che molte news che circolano sono gonfiate ad arte solo per sostenere l’ampia speculazione finanziaria che è in atto sulle criptovalute?

Tsukuba e West Virginia

A Tsukuba[8] in Giappone, citata a più riprese dal M5S, il voto con blockchain si è svolto non per eleggere qualcuno ma per selezionare un vincitore in un concorso tra progetti finanziati della città. Si è trattato, in questo caso, di un voto palese in cui i votanti erano identificati da un proprio numero univoco. Anche Tsukuba può essere considerata una sorta di Crypto Valley giapponese. Possibile, anche qui, che Casaleggio creda che un voto palese possa essere un precedente adeguato a imporre al Governo la blockchain nel processo elettorale?

E infine cita le elezioni in West Virginia in cui 144 (centoquarantaquattro) militari oltremare hanno votato usando “senza problemi”, a dire del Segretario di Stato, una piattaforma privata non ispezionabile chiamata Voatz[9] (ma se la piattaforma avesse avuto problemi come possiamo essere sicuri che il Segretario di Stato l’avrebbe saputo?). Voatz viene considerato una “terribile, orribile, sbagliata, molto cattiva idea”[10]. Possono essere questi i riferimenti (gli unici peraltro) che guidano il governo italiano ad adottare la blockchain nel processo elettorale?

Insomma, oltre ad essere dimensionalmente irrilevanti, questi esempi dimostrerebbero proprio come non deve essere neppure immaginato un sistema elettorale pubblico per le elezioni nazionali.

Il gruppo di esperti sulla blockchain

Di recente nomina c’è anche un gruppo di esperti sulla blockchain allestito dal vicepremier Di Maio, per l’adozione di questa tecnologia nei processi della PA, in cui peraltro la presenza di esperti provenienti dal campo della finanza è non casualmente alta. Viste le dichiarazioni di Di Maio, Casaleggio e gli altri del M5S sul voto elettronico e blockchain è chiaro che su di loro cadrà l’incombenza di dare un giudizio su questo tema. Si dimostreranno in grado di separare la realtà dei fatti dal tanto interessato rumore sull’argomento? Li vedremo fare dichiarazioni secondo “scienza e coscienza” o come Grillo, Casaleggio, Di Maio, Brescia, Tofalo e gli altri propagare queste e altre fake news? Li aspettiamo al varco, come è giusto che sia.

Dal mio punto di vista posso solo notare che nessuno tra i membri del gruppo dichiara nelle proprie note curriculari alcun expertise in campo democratico, di procedure elettorali o di diritto costituzionale.[11]

Spero che sappiano confrontarsi con il difficile tema del voto elettronico evitando l’errore di considerarlo solo un problema tecnologico da risolvere a colpi di algoritmi.[12]

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  1. “Davide Casaleggio sulle potenzialità della Blockchain – Lettera43.” 21 nov. 2018, https://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2018/11/21/davide-casaleggio-blockchain/226628/. Ultimo accesso: 29 nov. 2018.
  2. “In Sierra Leone la prima votazione al mondo con sistema Blockchain ….” 20 mar. 2018, http://www.beppegrillo.it/in-sierra-leone-la-prima-votazione-al-mondo-con-sistema-blockchain/. La notizia, senza alcuna smentita, appare ancora sul blog alla data del 29 nov. 2018.
  3. “Così la blockchain può cambiare il modo in cui votiamo – Lettera43.” 3 apr. 2018, https://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2018/04/03/blockchain-elezioni-bitcoin/219101/. Ultimo accesso: 29 nov. 2018. Anche qui nessuna smentita.
  4. “Parla Davide Casaleggio: «Il cambiamento travolgerà il mondo dei ….” https://www.laverita.info/il-cambiamento-travolgera-il-mondo-dei-burocrati-e-i-baroni-dellintellighenzia-davide-casaleggio-lintervista-2588987694.html. Ultimo accesso: 29 nov. 2018. Idem.
  5. Grazie alla nostra lettera al Direttore, Lettera43 smentisce la questione de “La bufala della votazione con la Blockchain in Sierra Leone – Lettera43.” 3 dic. 2018, https://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2018/12/03/blockchain-casaleggio-beppe-grillo-sierra-leone/226995/. Ultimo accesso: 3 dic. 2018.
  6. Molto interessante questa analisi su perché Zugo è Zugo (e perché votano con la blockchain anche) “ZUGO: IL “PARADISO FISCALE” DELLA SVIZZERA, DOVE IL ….” https://www.miglioverde.eu/zugo-il-paradiso-fiscale-piazzato-al-centro-della-svizzera/. Accessed 28 Nov. 2018.
  7. “Blockchain and Elections: The Japanese, Swiss and American ….” 6 set. 2018, https://cointelegraph.com/news/blockchain-and-elections-the-japanese-swiss-and-american-experience. Ultimo accesso: 30 nov. 2018.
  8. “Tsukuba, Ibaraki – Wikipedia.” https://en.wikipedia.org/wiki/Tsukuba,_Ibaraki. Accessed 28 Nov. 2018.
  9. “West Virginia Secretary of State Reports Successful Blockchain Voting ….” 17 Nov. 2018, https://cointelegraph.com/news/west-virginia-secretary-of-state-reports-successful-blockchain-voting-in-2018-midterm-elections. Accessed 28 Nov. 2018.
  10. “Voatz: a tale of a terrible, horrible, no-good, very bad idea | TechCrunch.” 12 ago. 2018, https://techcrunch.com/2018/08/11/voatz-a-tale-of-a-terrible-horrible-no-good-very-bad-idea/. Ultimo accesso: 30 nov. 2018.
  11. “Blockchain – Membri del Gruppo di esperti.” https://www.mise.gov.it/index.php/it/10-istituzionale/ministero/2039024-blockchain-membri-del-gruppo-di-esperti. Ultimo accesso: 20 gen. 2019.
  12. “Voto elettronico, l’errore è farne un problema tecnologico | Agenda ….” 9 ago. 2018, https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/voto-elettronico-lerrore-e-farne-un-prblema-tecnologico/. Ultimo accesso: 20 gen. 2019.

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